Novembre 6th, 2018
lettrice

C. Bukowski - “Pulp, una storia del XX secolo”

Non sono morta. Buon giorno e buon pomeriggio a tutti.


È la prima volta che leggo un libro di Bukowski e devo ammettere che la prima parola che mi viene in mente per descrivere il libro è: delirante. 
I dialoghi di Pulp, una storia del XX secolo, sono fin dall'inizio sconnessi, e ci si mette un po’ ad entrare nell'ottica del protagonista. Nick Belane è un uomo sciatto, scurrile, alcolizzato, un uomo finito che però ha ancora la possibilità di respirare, e di certo non intende cambiare. Risulta quindi difficile empatizzare con un personaggio simile, anzi, si prova ribrezzo e pietà. Più della metà delle cose che gli accadono sembrano essere solamente suoi deliri, nonostante le persone intorno a lui sembrino “accettare” o comunque condividere il suo punto di vista, e ci si ritrova spesso a domandarsi se quello che si sta leggendo sia effettivamente, per quanto assurdo, il mondo in cui vive il nostro protagonista o se siano tutti episodi che accadono nella sua testa e che vengano riferiti al lettore esattamente così come li vive una persona che presenta questo tipo di problemi. 

Insomma, sono lievemente scombussolata. 

Settembre 13th, 2018
lettrice

“Un amore” - D. Buzzati

Con un ritardo incredibile, ecco qua le mie impressioni su questo libretto che ho trovato per caso tra i libri usati di una fumisteria vicino al mio paese (che poi ha chiuso, per disgrazia).


Un amore è un romanzo basato sul flusso di coscienza. Per questo, alle volte (spesso, oserei dire) il lettore si destabilizza, poiché sì, si comprendono i pensieri del personaggio principale, ma non si riescono ad identificare per bene i particolari dei suoi pensieri, poiché fuggono tra le parole e le righe - come giustamente deve essere con i flussi di coscienza.
Non sono partita dalla trama poiché, come chi saprà avendo letto altri racconti e/o libri di Buzzati, la storia di per sé non ha nulla di speciale: un cinquantenne si innamora di una marchetta minorenne. Fino a tre quarti del libro sono andata molto a rilento, poiché la sostanza era fin troppo simile a Lolita, ma in una versione italianizzata e addirittura peggiore. 
Ero delusa da un autore che mi piaceva tanto, fino a quando non sono arrivata alla fine. Ed ecco che si è ripresentato l’autore che conoscevo, con dialoghi commoventi e riflessioni di certo non da due spicci. 
L’ho letto abbastanza svogliatamente, ma il finale vale la pena di leggerlo. Forse (e dico forse) leggerlo per intero aumenta la voglia di sapere che accade alla fine, poiché è di una noia mortale e non si vede l’ora che accada qualcosa. 
Non so vedete voi, consigliato ma non troppo.

Agosto 10th, 2018
lettrice

Il profeta - K. Gibran

E in questa estate nemmeno tanto insostenibile (il caldo è cominciato fortunatamente solo a fine luglio), ho letto (e sto leggendo) un po’ di libri. Tra questi Il profeta, dove un profeta, appunto, propone una serie di riflessioni sulla vita e su come affrontarla in maniera serena e il più possibile tranquilla. 
Fin da subito mi è venuto quasi automaticamente da paragonarlo con Siddhartha, di Hesse, poiché diciamo che il genere di tema trattato è lo stesso, sebbene Hesse vi abbia costruito sopra un romanzo, cosa che Gibran invece non fa. Entrambe le opere sono ben strutturate e portano il lettore a uno studio di sé profondo, ma i due libri hanno finalità lievemente diverse: mentre in Siddhartha abbiamo la descrizione del cambiamento del protagonista, che lo porterà a diventare un Buddha, con Il profeta abbiamo dei consigli che, volendo, possono essere applicati fin da subito alla vita quotidiana. Quindi nel libro di Hesse abbiamo un romanzo che ci propone una via da seguire per trovare la pace, invece nel libro di Gibran troviamo dei consigli da seguire per avere una vita migliore.  
Lo stile è aulico e ricco di metafore, le riflessioni brevi, e lo trovo adatto ad una consultazione a lungo termine, poiché appunto ogni argomento è esplicitato all’inizio di ogni riflessione. 
Sinceramente mi sono stupita più volte delle bellissime metafore utilizzate dall’autore, inutile dire che ho guardato da un diverso punto di vista dei problemi che mi affliggevano ormai da tempo. Credo mi tornerà utile anche in futuro.

Sicuramente un libro che consiglierei a chiunque. 

Luglio 22nd, 2018
lettrice
Pass the happy! When you get this, reply with 5 things that make you happy and send this to the last 10 people in your notifications!

Oh, ma che cosa carina! :)

So che è un post che non ha nulla a che fare con le solite recensioni o con i libri, ma credo sia anche giusto ogni tanto to spread some happiness e good vibes. Perciò, ecco a voi la lista delle cinque cose che mi rendono felice - versione estiva:

☾  Sorseggiare una tazza di caffè (rigorosamente fatto con la moka) dopo pranzo, guardando video su YouTube molto stupidi dopo una mattinata di studio;
☾  Uscire la sera a fare una passeggiata tranquilla, in buona compagnia e al chiaro di luna;
☾  La nuova camicia a righe bianche e gialle tendenti all’arancione (acquistata con i saldi a cinque euro) abbinata a pantaloni denim a vita alta (anche loro erano in saldo);
☾  Cenare in terrazzo e godere del tramonto tutti i giorni. In particolare quando le nuvole rimangono basse, vicine all’orizzonte, accalcate in voluttuosi accumuli che sembrano zucchero filato: l’ora del tramonto dove i colori si accendono e si caricano di tinte calde, dove le nuvole tendono dalla parte rivolta al sole al rosa pallido e dall’altra all’azzurro confetto, ecco, questo instilla in me una gioia profonda;
☾  Acquisire sempre più sicurezza di me e di conseguenza fare progetti su progetti per il futuro, con la speranza vadano in porto.

Chissà, magari vi terrò aggiornati con una lista invernale.

Luglio 8th, 2018
lettrice

“Ogni maledetto lunedì su due” - Zerocalcare (3/3)

E niente, con questo si finisce la serie. Sinceramente quest’ultimo non mi è piaciuto tanto, forse perché le vignette scritte per il blog su internet dovrebbero rimanere tali, e non essere stampate in una raccolta, a mio parere.

Sempre divertente e carino, ma questo mi è parso un po’ più forzato. 
Verdetto finale: per ora Un polpo alla gola vince a mani basse. 

Post piaciuti

Ho cominciato a tenere una lista di libri da leggere assolutamente prima di morire. Ebbene sì, nonostante la mia giovane età, ho paura di morire non acculturata come si deve.